giannilatino |
tesi |
mar 29, 2012
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Uno dei temi che ricorre con maggior frequenza nel vasto dibattito scientifico e giornalistico sollevato dallo sviluppo delle nuove tecnologie è quello relativo al “futuro del libro”.
I contenuti di questa querelle sono molteplici e complessi e riguardano sia il destino dell’oggetto libro in sé, che quello della cultura del libro (o del testo) che ha caratterizzato la civiltà occidentale, almeno negli ultimi cinque secoli.
Le nuove tecnologie digitali sono agenti di una trasformazione radicale della nostra cultura, caratterizzata dall’eclisse dei modi di produzione e diffusione culturale basati sulla stampa e dall’emergenza di nuovi modelli basati sulla creazione e trasmissione di contenuti digitali.
Sebbene quest’analisi possa essere in parte condivisibile, bisogna evidenziare come i supporti digitali, almeno per ora, non abbiano rappresentato una vera e propria alternativa al libro cartaceo. L’attività della lettura, in gran parte delle sue forme e manifestazioni, è infatti rimasta legata al rapporto con il tradizionale libro, la cui struttura perdura a grandi linee intatta da quasi due millenni. Ciò non si deve ad una carenza di pubblicazioni digitali giacché, negli ultimi dieci anni, il mercato dell’editoria digitale è stato notevolmente fiorente. Partendo dalla considerazione che un libro elettronico nasce per avvicinare l’esperienza di lettura su un hardware a quella su carta, è naturale che sorgano non pochi timori sulle sorti della “cultura della testualità”, che ha caratterizzato la nostra civiltà e che sembra, a causa degli ultimi sviluppi, destinata ad essere travolta dal golem elettronico. Tra i timori più diffusi legati alla scomparsa del libro cartaceo si ipotizza una possibile crisi radicale dei valori e dei contenuti culturali, derivante dal progressivo abbandono del libro tradizionale. Da sempre associato alla trasmissione di sani valori, il libro è ormai un oggetto profondamente radicato nella nostra cultura. Dalla sua possibile scomparsa potrebbe derivarne una crisi socio-culturale che investirebbe i settori del pensiero analitico, mettendo in seria discussione l’attenzione alla qualità espressiva delle parole, la capacità di formazione di una identità individuale profonda e così via.
Non bisogna sottovalutare, tuttavia, le grandi opportunità innovative di sperimentare nuovi modelli e nuovi contenuti culturali derivanti dall’adozione di nuovi metodi cognitivi. La comunicazione testuale assume oggigiorno nuovi connotati comunicativi, avvalendosi di nuove forme di interazione che sfruttano il progresso delle nuove tecnologie. L’esperienza di fruizione del testo che ne deriva non deve rappresentare una sostituzione alla già affermata e amata tradizionale lettura, ma deve presentarsi come una nuova esperienza estetica e cognitiva.
Questa “nuova lettura”, arricchita dalla sinergia e dall’interazione dei diversi elementi che la compongono, riesce ad unire la potenza delle immagini, dei suoni, dei video e del testo in un unico elemento: il libro elettronico.
In questo lavoro di tesi si cerca di illustrare l’evoluzione nella storia di quest’oggetto tanto amato, analizzando altresì le sue varie forme e possibili sviluppi futuri, derivanti dal progredire di una società tecnologicamente sempre più avanzata.
Lorena Tempera
Metamorphosis
Fenomenologia del libro moderno tra tradizione e tecnologia
ABA Catania, marzo 2012
formato 170×240 mm
pagine 96
6/16imi
rilegatura a filo refe
copertina rigida con unghie
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giannilatino |
tesi |
mar 29, 2012
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Che la pubblicità possa essere veicolo di arte è ormai pacificamente accettato. Il testo “Campari: passione, mestiere, creatività”, nasce dalla riflessione e dalla curiosità di scoprire cosa si cela dietro un “prodotto” che da oltre 150 anni ha regalato a noi italiani e non solo, momenti di vero godimento, durante quelle ore passate a bere un “aperitivo” al bar insieme agli amici di sempre. Ebbene si.. Campari può essere considerato l’ “aperitivo” più bevuto ed apprezzato da
tutto il mondo. Il volume vuole raccontare il rispetto della tradizione e la forza del marchio, premiato dai consumatori a livello internazionale, costruendo qualcosa di irripetibile, ancora oggi unico al mondo. Un marchio legato dall’unicità, dalla passione, e dal prestigio; un immagine internazionale, all’avanguardia caratterizzata anche dall’unione con la comunicazione pubblicitaria. Quindi un viaggio “emozionale” che inizia raccontando le origini di colui che ha creato il famigerato liquore: Gaspare Campari, e della famiglia; proseguendo con l’idea di sintesi tra Arte e finalità commerciale, rappresentata principalmente da artisti che, negli anni, hanno contribuito, attraverso il loro fare arte, a far si che il prodotto Campari sia riconosciuto in tutto il mondo, primo fra tutti il futurista eclettico Fortunato Depero, che ha stravolto in positivo l’immagine dell’azienda. Non a caso parte del volume è dedicato a colui che precursore del Futurismo era convinto che bisognasse prestare molta attenzione alla pubblicità che riguarda in prima persona noi stessi e poi la nostra opera d’arte. Arrivando così alla nascita di un luogo di dinamismo,movimento e contemplazione, di lettura rapida e di approfondimento; un paesaggio dove vivere gli stimoli da molteplici punti di vista e dei tanti soggetti della scena espositiva per incontrare il favoloso mondo d’arte e della comunicazione Campari: la Galleria. Interpretare questa sintesi “Campari” è motivo di orgoglio poiché attraverso essa possiamo rivivere la bellezza ed il legame che si è venuto a creare tra Pubblicità e Arte.
Federica Lionti
Campari. Passione, mestiere e creatività
ABA Catania, marzo 2012
formato 210×210 mm
pagine 120
10/12imi
rilegatura a filo refe
copertina rigida con sovracoperta
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giannilatino |
tesi |
mar 29, 2012
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Il libro stampato è una delle più grandi scoperte che l’uomo abbia mai fatto. Ovviamente deve molto al suo predecessore, il manoscritto, ma è solo grazie al libro stampato che abbiamo avuto tra le mani il mezzo più diffuso per produrre cultura e conoscenza. Da questo presupposto si sviluppa la mia ricerca storica e stilistica, e anche dal fatto che sono sempre stata affascinata dall’oggetto libro e che durante il mio percorso di studi l’ho studiato nei minimi particolari.
Gli elementi e la forma del libro e di molti altri stampati sono chiaramente derivati dal passato, anche quando la produzione di massa raggiunge tirature di milioni di copie. La forma della parola stampata lega irrevocabilmente al passato l’educazione e la cultura di ogni essere umano, anche se egli non ne è consapevole [...]
Infine lo studio si conclude con l’analisi di otto libri di graphic design, passando da manuali sulla grafica a biografie di grandi designer. Qui si analizza il formato, la gabbia d’impaginazione, il font e tutto ciò che stilisticamente ogni scelta ha comportato.
Roberta Balsamo
graphic design editoriale
storia ed evoluzione degli stili tipografici
ABA Catania, marzo 2012
formato 170×240 mm
pagine 64
4/16imi
rilegatura a filo refe
copertina in brossura cucita
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giannilatino |
tesi |
mar 29, 2012
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grafica italiana
collana dei grafici italiani del XX secolo
diretta da Marina Albanese e Beatrice Drago
1. Barilla
Barilla è un’azienda a gestione familiare dal 1877. Nel settore Primo Piatto, è leader nel mercato della pasta e dei prodotti da forno in Italia e nel mondo (dei sughi pronti in Europa continentale e dei pani croccanti nei Paesi Scandinavi), dove è presente con il marchio Barilla, simbolo della gastronomia italiana, e con tre marchi leader a livello locale (Misko in Grecia, Filiz in Turchia e Yemina in Messico). Presidia inoltre il segmento dei sughi pronti, con oltre 40 ricette diverse per assicurare una giusta risposta alle necessità delle persone a livello mondiale [...]
Da sempre Barilla è una storia di famiglie, una magica unione tra coloro che producono e coloro che scelgono i prodotti dei marchi del brand; una storia fatta di tradizione, impegno e passione, capace di raggiungere il cuore della gente.
2. Rai e radiotelevisione
Sono passati oltre cinquant’anni dalla realizzazione del primo marchio della RAI, forse molti lo ricordano, pochi sanno che è stato un progetto di Erberto Carboni. Grafico di fama internazionale della grafica pubblicitaria italiana del secondo dopo guerra. Inizia a lavorare per la RAI nel 1948, dove crea un linguaggio unitario, una corporate aziendale. Si occupa del marchio, dei manifesti, depliant, passando per le campagne sui giornali fino ad arrivare alla TV.
È il padre della corporate image della RAI, ha contribuito a creare la reputazione di cui gode questa grande impresa presso l’intera nazione. In tutta la sua opera grafica e pubblicitaria, si individua il parallelo, appassionato delle avanguardie del Novecento, nei suoi lavori possiamo trovare un’eclettico di movimenti, storico-artistici: Cubismo, Bauhaus, Costruttivismo, Surrealismo metafisica e pop-art. L’immagine della terra sospesa nello spazio, ideata da Carboni per il telegiornale si può definire come una visione Profetica? Possiamo sostenere che sul tavolo di Erberto Carboni sia passata tutta la storia della televisione italiana di quegli anni.
Marina Albanese / Beatrice Drago
Erberto Carboni
1. corporate identity barilla
2. corporate image rai per la radiotelevisione
ABA Catania, marzo 2012
formato 170×240 mm
pagine 80
5/16imi
rilegatura a filo refe
copertina cartonata con sovracoperta
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giannilatino |
tesi |
mar 29, 2012
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Il rapporto bianco/nero può dar luogo ad una pagina ben costruita, ad una composizione armonica e strutturalmente
ben impostata, ordinata. Una pagina scritta è essenzialmente un foglio – uno spazio – bianco in cui il nero del filo grafico occupa il suo posto. Il nero del testo avrà, così, una funzionesegnaletica, per questo, la scelta di caratteri e gli spazi verranno calcolati in base a un preciso effetto. Dall’invenzione della stampa a caratteri mobili, la forma della lettera stampata si modifica sia per via della struttura del carattere, sia per il disegno che assume configurazioni vicine ai modi dell’arte delle varie epoche, ma sarà comunque, sempre portatore di stimoli percettivi, di emozioni ed espressioni, scanditi dalla più profonda simbologia dei due “non colori”. Quindi, tracciando una linea temporale, che considera l’espressività del tratto tipografico, come fonte di percezioni visive, analizzeremo il carattere con tre chiavi di lettura: storica, morfologica ed espressiva fino a individuare uno scenario grafico fondato sul dogma puritano del bianco e nero.
Valentina Puglisi
Nero su bianco in graphic design
ABA Catania, marzo 2012
formato 170×240 mm
pagine 80
5/16imi
rilegatura a filo refe
copertina in brossura cucita
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giannilatino |
tesi |
mar 27, 2012
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Al fine del conseguimento della laurea triennale due anni fa, decisi che l’impaginazione della mia tesi doveva essere “insolita”. Poiché proprio il futurismo fu il tema da trattare, l’impaginazione appunto, avrebbe dovuto essere direttamente riconducibile a quel dato momento culturale, e tale scelta si concretizzò nella realizzazione del “libro bullonato” di Fortunato Depero. Naturalmente si trattò di un’idea presa in prestito da un grande artista, e lo studio attento, propedeutico al mio lavoro, accrebbe in me la voglia di proseguire nel campo editoriale, ma soprattutto accrebbe in me il desiderio di sperimentare. Sì, stavolta avrei creato io qualcosa di “insolito”!
Inizialmente in realtà, non fu facile capire come, ma soprattutto su cosa avviare la sperimentazione. Fui certa però, che la mia opera avrebbe avuto per fulcro il Giappone.
La mia passione per questa nazione, la sua storia e la sua cultura è nata in me dalla lettura dei manga, dalla visione di film e anime, e ben sapevo che molto di più fosse ancora da conoscere. Quindi studiai il modo per unire la mia passione allo studio, alla sperimentazione, insomma mi lasciai ispirare. Mano a mano che mi addentravo nel mondo orientale, scoprii molti aspetti della cultura giapponese che mi affascinarono: l’arte, la filosofia zen, lo shodô o il “Sentiero della scrittura”, e l’origami, la notissima “arte di piegare la carta”. Grazie alla lettura dei libri sulla cultura orientale ma soprattutto sull’arte e sulla grafica giapponese, mi accorsi che l’idea era proprio lì davanti a me: avrei applicato le mie conoscenze alla creazione di un 折り紙本 (=Origami hon) Libro Origami.
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