Giacomo Matteotti

Giacomo Matteotti
1924–2024 cento anni dall’assassinio
500×700 mm, Digital Printing, Roma
© 2024 Progetto grafico Gianni Latino
Giacomo Matteotti (1885–1924), deputato e segretario del Partito Socialista Unitario e fermo oppositore del fascismo, viene sequestrato e ucciso il 10 giugno 1924 dalla polizia politica voluta da Mussolini per reprimere il dissenso politico. — «[...] Voi dichiarate ogni giorno di volere ristabilire l’autorità dello Stato e della legge. Fatelo, se siete ancora in tempo; altrimenti voi sì, veramente, rovinate quella che è l’intima essenza, la ragione morale della Nazione. Non continuate più oltre a tenere la Nazione divisa in padroni e sudditi, poiché questo sistema certamente provoca la licenza e la rivolta. Se invece la libertà è data, ci possono essere errori, eccessi momentanei, ma il popolo italiano, come ogni altro, ha dimostrato di saperseli correggere da sé medesimo. (Interruzioni a destra) Noi deploriamo invece che si voglia dimostrare che solo il nostro popolo nel mondo non sa reggersi da sé e deve essere governato con la forza. Ma il nostro popolo stava risollevandosi ed educandosi, anche con l’opera nostra. Voi volete ricacciarci indietro. Noi difendiamo la libera sovranità del popolo italiano al quale mandiamo il più alto saluto e crediamo di rivendicarne la dignità, domandando il rinvio delle elezioni inficiate dalla violenza alla Giunta delle elezioni.» (Applausi all’estrema sinistra - Vivi rumori) Stralcio del discorso di Giacomo Matteotti alla Camera dei deputati del 30 maggio 1924.
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