In occasione del Catania Book Festival, che si svolge dal 24 al 26 aprile 2026 presso il Palazzo della Cultura, l’Accademia di belle arti di Catania promuove la mostra Resistenza, responsabilità e grafica, a cura di Gianni Latino con la partecipazione di Anna Steiner e Franco Origoni.
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L’esposizione presenta 42 manifesti progettati dagli studenti del secondo anno del biennio specialistico in Design per l’editoria, dalle dottorande e dai dottorandi del Dottorato di ricerca in Design della comunicazione e pubblica utilità e dai docenti di progettazione grafica in occasione dell’81° Anniversario della Liberazione d’Italia (1945–2026).
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La grafica non è mai un atto neutro: ogni scelta formale, ogni segno, ogni dispositivo visivo produce significato e incide nello spazio pubblico, orientando sguardi, pensieri e comportamenti. In questa prospettiva, il progetto grafico si configura come un atto di responsabilità civile, capace di mettere in relazione il progettista con la comunità, la storia e il presente.
«La Resistenza italiana rappresenta uno dei momenti fondativi di una consapevolezza che riguarda non solo la storia politica e sociale del Paese, ma anche l’immaginario visivo capace di trasmettere valori di libertà, giustizia e partecipazione. In questo senso, la grafica si configura come strumento di testimonianza e costruzione del senso comune.»
«La mostra nasce da questa prospettiva: educare al progetto significa educare alla responsabilità. Non solo alla correttezza formale o alla competenza tecnica, ma alla capacità di attribuire senso alle immagini e di riconoscere il loro impatto nella società. Nel percorso formativo del Biennio, la grafica è intesa come pratica culturale e civile: progettare significa assumere una posizione, dichiarare un punto di vista. Il manifesto diventa così uno spazio critico, non esercizio stilistico ma dispositivo di pensiero.»
«Richiamare oggi quell’esperienza significa riconoscere una continuità etica e progettuale. Come allora, anche questa mostra assume la grafica come pratica di ricostruzione simbolica, capace di tenere insieme memoria e progetto, formazione e impegno. La Resistenza viene così riaffermata come paradigma civile e pedagogico, un’eredità che la formazione accademica è chiamata a trasmettere alle nuove generazioni di progettisti.»