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Agli indifferenti, agli increduli agli "apolitci"

Agli indifferenti, agli increduli agli "apolitci"

Agli indifferenti, agli increduli agli "apolitci"

In occasione delle commemorazioni per la liberazione del lager di Mauthaesen

148×210 mm, 32 pages, Aba Catania, 2019

© 2019 Progetto grafico Gianni Latino

In occasione delle commemorazioni per la liberazione del lager di Mauthaesen 05.05.2019 Mostra di artefatti comunicativi progettati dagli studenti del biennio di Design della comunicazione visiva dell’Accademia di Belle Arti di Catania a cura di Gianni Latino — Dopo essere stati in mostra a Catania, in occasione del giorno della Memoria 2019, l’ANED e la Casa della Memoria ospitano a Milano questi interessanti lavori per ricordare anche il 5 maggio, anniversario della liberazione di Mauthesen, e per capire come il segno grafico possa riflettere la complessità del fenomeno concentrazionario e parlare di deportazioni al plurale. — Mauthausen fu l’ultimo campo ad essere liberato il 5 maggio 1945. Il 27 gennaio erano stati abbattuti i cancelli di Auschwitz. La macchina concentrazionaria del Terzo Reich era feroce, ramificata e scrupolosamente pianificata anche a fini economici. Dopo l’occupazione tedesca, dall’8 settembre 1943, fino alla primavera del 1945, con l’attiva collaborazione della Repubblica Sociale Italiana, i nazisti deportano dall’Italia verso il Terzo Reich circa 8.000 ebrei e 23.000 oppositori politici e persone “scomode” al regime. Almeno altri 10.000 “triangoli rossi” restarono nei campi delle SS in Italia, a Bolzano (circa 6.500) e a Trieste, nella Risiera di San Sabba. Furono deportati nei territori tedeschi anche circa 650.000 militari italiani che si rifiutarono di combattere per il Reich, nonché decine di migliaia di donne e uomini rastrellati in Italia per il lavoro coatto.

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