Libri-multimodali. Ad inaugurare l’anno dei festeggiamenti del cinquantennale dalla fondazione dell’Accademia di Belle Arti di Catania è la raffinata ed interessante mostra sui libri-multimodali. 

Questa mostra, è un esempio di progettualità spendibile nel territorio, con studenti del biennio di graphic design-editoria impegnati a progettare libri per i vari settori della cultura, risultato di un lavoro metodologico formativo impartito loro dal docente-grafico, capace di trasmettere la cultura del progetto grafico e la passione per questa stimolante disciplina che è appunto il —graphic design

La multimodalità nella comunicazione visiva è medium, — strumento— particolare e complesso che mescola la pluralità di modalità cioè modi di descriversi diversamente, come il tempo: multi, molteplice, metamorfico, pieno di variazioni, appunto, fatto di interventi comunicativi e concettuali.
Il percorso visivo della mostra vuole attirare lo sguardo del fruitore, indurlo a pensare, riflettere e interagire, creando una modale fra l’oggetto–libro e il lettore.

libri-multimodali

Questa mostra sui libri-multimodali è dedicata a chi progetta e realizza libri, a chi li ama e a chi li legge. Gli artefatti comunicativi in mostra sono stati progettati e realizzati dagli studenti del secondo anno del biennio specialistico in graphic design–editoria dell’Accademia di Belle Arti di Catania, all’interno della disciplina grafica multimediale. Ogni studente ha deciso un argomento da analizzare, un unico formato 170×240 mm, due segnature (2/16imi), rilegati artigianalmente, mantenendo fede nelle proporzioni le due costanti: la mano e l’occhio.

—Un occhio in buona salute si trova sempre alla distanza di due spanne dalla pagina, e tutte le persone tengono in mano un libro allo stesso modo.—

Gli studenti interpretano non solo il contenitore, ma anche il contenuto, grafici redattori, consapevoli del testo e del racconto, realizzando delle interazioni con il lettore, interazioni narrative, come conoscenza, come divulgazione culturale, affinché lo strumento libro, diventi un oggetto di messaggio di cultura.

Inaugurazione/opening
mostra libri-multimodali
venerdì 19 gennaio 2018 ore 17:30
Libreria Mondadori
via A. di Sangiuliano, 223
Catania

promosso da/ organised by the
Scuola di Graphic Design Accademia di Belle Arti di Catania

con la collaborazione di/ with the collaboration of 

Libreria Mondadori Catania
Via A. di Sangiuliano

con il contributo di/ with the contribution of 
Vision Sicily Entertainment & Advertising

Catalogo/catalog
Tyche edizioni, Siracusa

Media partner
Balloon Contemporary
Art & Publishing

Orari mostra/Exhibition hours
lunedì—giovedì ore 9—20.30
venerdì—sabato ore 10—23.45
domenica ore 17.30—20.30
ingresso libero

Informazioni/information
accademia di belle arti di catania
palazzo vanasco, via vanasco 9
t. +39 095 2180740
www.abacatania.it

La scuola di graphic design coordinata dal prof. Gianni Latino, prosegue il ciclo di incontri con i grandi protagonisti della grafica italiana moderna e contemporanea, ospitando in Accademia, il designer e illustratore Andrea Rauch.

Incontro con il designer e illustratore Andrea Rauch (Siena 1948),  ha disegnato e progettato immagini per il Festival Internazionale del Teatro di Caracas, il Centre Georges Pompidou, l’Union des Théâtres de l’Europe e il Teatro Stabile di Bolzano.

Nel settembre 2017 ha pubblicato il libro Il racconto della grafica. Storie e immagini del graphic design italiano e internazionale dal 1890 a oggi, edito dalla Casa di Usher. Tra il 1987 e il 1991 insegna Immagine coordinata e segnaletica al corso di Grafica superiore presso l’Istituto Europeo di Design (IED) di Milano e dal 1994 al 2001 Graphic Design presso il Corso di laurea in Scienze della Comunicazione dell’Università di Siena. Tiene inoltre corsi e seminari di Graphic Design a Bolzano, Venezia, Parigi, Dublino, Rio de Janeiro, San Paolo.

Ha esposto a Pistoia, Siena, Roma, Milano, Caen, Chaumont, Madrid, Pecs, Rio de Janeiro, San Paolo, Caracas, Guadalajara, Barcellona. Il suo operato é stato più volte oggetto di pubblicazioni a livello internazionale e i suoi manifesti sono entrati a far parte delle collezioni del Museum of Modern Art di New York e del Musée de la Publicité del Louvre di Parigi. Nel 1993 la rivista giapponese Idea lo ha inserito tra i 100 World Top Graphic Designers.

Ha inoltre realizzato nel 1995 il simbolo dell’Ulivo e nel 2001 quello della Margherita. Nel 1998 le Edizioni Nuages hanno pubblicato Design & Identity, una vasta ricognizione del suo lavoro di grafico. Molti i suoi libri illustrati: da Il Bambino più cattivo del mondo (2004) a Peter Pan nei giardini di Kensington (2001), Il giornalino di Gian Burrasca (2005) a Pinocchio (2006).

Per le GuideCultura Mondadori nel 2006 ha compilato un agile volumetto di storia della grafica dal titolo Graphic Design. La storia, i protagonisti e i temi dall’Ottocento ai giorni nostri. Nel 2003 insieme a Mauro Bubbico e Gianni Sinni, ha dato vita a SocialDesignZine, il quotidiano di informazione in forma di blog dell’Aiap (Associazione italianadesign della comunicazione visiva), uno spazio virtuale che ospita notizie e informazioni, segnalazioni, approfondimenti, commenti, documentazione ed è al tempo stesso un forum aperto di discussione nella migliore tradizione dei weblog sul tema della responsabilità dei creativi nei progetti legati a temi sociali.

promosso da
Dipartimento Progettazione Arti applicate
Scuola di Graphic design

a cura di
Gianni Latino

media partner
Balloon Contemporary Art & Publishing

Aiap Women in Design Award (AWDA) 2017, alla sua terza edizione premio biennale che si rivolge alle designer della comunicazione visiva. Le studentesse dell’Accademia di Belle Arti di Catania, Maria Nora Arnone, Isabella Gliozzo e Giorgia Malandrino sono state incluse nella rosa delle designer il cui lavoro è stato ritenuto meritevole di pubblicazione.

All’interno di Aiap DX 2017 International Graphic Design Week svoltasi a Roma sabato 30 settembre 2017 nella splendida cornice dell’Istituto Centrale per la Grafica, hanno ottenuto il prestigioso riconoscimento nella categoria studentesse con la realizzazione di artefatti comunicativi realizzati in ambito accademico. Isabella Gliozzo con la tesi Accademica di Primo Livello Progettare al femminile. 1914-2016, relatore Gianni Latino; Giorgia Malandrino con la tesi Accademica di Primo Livello Toccare. La rivista come esperienza, relatore Marco Lo Curzio e Maria Nora Arnone con u progetto disciplinare di web design <em>bossed magazine. Webzine sul mondo della tipografia, docente Ciro Esposito.

La terza edizione ha raccolto 186 progetti da 34 paesi, selezionando 50 progetti nelle categorie Professioniste, Ricercatrici e studentesse, selezionate da una giuria internazionale composta da Reza Abedini /Iran, Nikki Gonnissen /Holland, David Grossman /Israel, Jianping He /China, Carla Palladino /Italiy, Anty Pansera /Italy, Daniela Piscitelli /Italy e Mandar Rane /India.

AWDA è un premio biennale che si rivolge a tutte le donne che a vario titolo si occupano di design della comunicazione visiva.
Il premio nasce e si sviluppa all’interno di un percorso di ricerca tracciato da Aiap, che mira a ricostruire e testimoniare i contributi che tante designer della comunicazione visiva hanno lasciato e continuano a generare, arricchendo con il loro lavoro il patrimonio del progetto grafico.

Aiap Women in Design Award (AWDA) è un progetto di Cinzia Ferrara, Laura Moretti e Daniela Piscitelli, curato e organizzato da Aiap (Associazione italiana design della comunicazione visiva). Si tratta di un premio biennale che si rivolge alle designer della comunicazione visiva.


Isabella Gliozzo
Progettare al femminile. 1914-2016

Ancora oggi solo una piccola percentuale di designer donne gode di successo e visibilità. Sono poche quelle che vengono citate nei libri del design, etichettate in relazione al loro genere o come consumatrici di prodotti femminili. L’elaborato è stato pensato con lo scopo di richiamare l’attenzione sul mondo femminile evidentemente messo in secondo piano rispetto a quello maschile, con l’intento di analizzare 34 figure femminili in rapporto al loro ruolo e ai loro artefatti comunicativi.

 


Maria Nora Arnone
<em>bossed magazine. Webzine sul mondo della tipografia
Il progetto consiste nella realizzazione di un magazine online sulla tipografia. La scelta dell’argomento è ricaduta sul mondo della tipografia in quanto lo scopo del magazine è quello di proporre un approccio non convenzionale al tema, al fine di raggiungere tanto gli appassionati di settore quanto i neofiti attraverso la condivisione, oltre che di editoriali e interviste, di risorse utili e di spunti di riflessione che permettano all’utente di tenersi aggiornato sulle ultime novità del settore e sulle tendenze, ma con uno sguardo sempre attento alla storia e alle convenzioni consolidate.


Giorgia Malandrino
Toccare. La rivista come esperienza

Voi credete al potere delle immagini mentali? Quando pensiamo usiamo parole parlando a noi stessi, ma quando pensiamo per immagini vediamo con gli occhi del cuore. Perché allora non rendere tangibile l’immagine mentale di un cieco? Cosa c’è di più profondo?”. Scopriremo come un’immagine possa nascere dal buio e che l’invisibile conta quanto il visibile. Pensate davvero che la percezione sia appannaggio esclusivo dello sguardo? Non credo continuerete a pensarlo. Questo è realmente un viaggio profondo, fatto di continui incontri ed emozioni, mi ha realmente fatto capire cosa voglia dire ascoltare, toccare, sentire e conoscere in profondità.

La studentessa Alessia Raiti dell’Accademia di Belle Arti di Catania, laureanda al Biennio Specialistico in Graphic design -Editoria, vince il 1° premio alla sezione Design della Comunicazione del Premio Nazionale delle Arti 2017 “FutureIsiaDesign”, con la tesi accademica di Primo Livello in graphic design Monogram. Scrittura come linguaggio non verbale, relatore il prof, Gianni Latino (grafico e docente di graphic design).

La giuria d’eccezione ha così motivato  l’artefatto editoriale : “per aver affrontato un tema difficile e fortemente disciplinare coniugando qualità di ricerca con attenzione progettuale grafica e  impaginazione esemplare”. L’elaborato “Monogram” descrive l’evoluzione storica del monogramma; da segno simbolico e di potere, come il monogramma di Cristo e degli imperatori, a brand, utilizzato dapprima come segno di firma dai tagliapietre e al giorno d’oggi dai progettisti come elemento per l’identità visiva. L’elaborato analizza anche il metodo e le griglie utili per una buona progettazione, mostrando una selezione dei monogrammi progettati dagli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Catania.

I progetti vincitori sono stati selezionati tra i 105 in concorso lo scorso 20 luglio da una giuria d’eccezione, composta da Anty Pansera – past President dell’Isia di Faenza e storica del design, Luisa Collina, Preside della Scuola di Design del Politecnico di Milano e Presidente Cumulus, Beppe Finessi – Direttore responsabile della rivista INVENTARIO, il designer Giulio Iacchetti e Massimiliano Tonelli – direttore di Artribune e responsabile dei contenuti digitali di Gambero Rosso, che ha preso visione dei progetti, corredati da prototipi, pervenuti da ben 29 istituzioni italiane e 5 europee. La proclamazione ha visto la consegna di sei riconoscimenti, tre per la sezione Design del Prodotto e tre per la sezione Design della Comunicazione. Per ogni riconoscimento è stato proclamato un primo, un secondo e un terzo premio, oltre alle menzioni speciali dei premi aggiuntivi.

Dalla premessa

«[…] Il marchio è il prodotto più semplice ed allo stesso tempo più complesso della progettazione visuale, uno dei primi temi che viene assegnato agli allievi delle scuole di grafica (questo del far disegnare il monogramma è un rito dal quale pare non ci si possa salvare) […]»
Giancarlo Iliprandi, 1984.

L’elaborato “Monogram” descrive l’evoluzione storica del monogramma; da segno simbolico e di potere, come il monogramma di Cristo e degli imperatori, a brand, utilizzato dapprima come segno di firma dai tagliapietre e al giorno d’oggi dai progettisti come elemento per l’identità visiva. L’elaborato analizza anche il metodo e le griglie utili per una buona progettazione, mostrando una selezione dei monogrammi progettati dagli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Catania.

Formato editoriale
160×230 mm
208 pagine
Rilegatura filo refe
Composta in Adobe Caslon

Exhibition Freedom manifesto. Humanity on the move
a cura di Fulvio Caldarelli, Armando Milani e Maurizio Rossi

Roma, Centrale Montemartini
28 settembre — 31 dicembre 2017

Può un poster cambiare il mondo?
Comunicazione visiva e utopia del possibile

Il Centro interdisciplinare di ricerca sul paesaggio contemporaneo ha lanciato un appello ad artisti e visual designer di fama internazionale per raccogliere il loro punto di vista su un fenomeno che è sotto gli occhi di tutti: la migrazione di uomini e donne in fuga dalla guerra, dalla miseria, dalla sopraffazione.

Interrogati sul diritto fondamentale alla Libertà, gli autori coinvolti hanno risposto con una riflessione in forma di poster, mezzo di comunicazione scelto per diffondere – tra parole e immagine – il loro messaggio. Il risultato è la grande mostra collettiva: “Freedom Manifesto. Humanity on the move / Umanità in movimento” (Museo Centrale Montemartini di Roma, 28 settembre – 31 dicembre 2017) capace di risvegliare le coscienze e sollecitare nuove percezioni su tema di grande attualità: l’immigrazione.

Il manifesto, forma di comunicazione di massa esplosa nella seconda metà del XIX secolo, continua a rappresentare il medium più immediato per esporre messaggi davanti ai nostri occhi distratti. Nelle intenzioni dei curatori della mostra – Fulvio Caldarelli, Armando Milani e Maurizio Rossi – la volontà di “reclamare” e “pubblicizzare” punti di vista che sembrano non trovare più spazio nel paesaggio contemporaneo.

La mostra, con il patrocinio di RAI, AGI (Alliance Graphique Internationale) e AIAP (Associazione Italiana Design della Comunicazione Visiva), è parte del calendario di eventi che animano l’edizione romana 2017 di “AIAP Design per”.

Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, la mostra si svolge anche sotto il significativo patrocinio della Comunità di Sant’Egidio, movimento laicale internazionale fondato a Roma nel 1968, da sempre impegnato nell’accoglienza e nell’integrazione di immigrati e rifugiati. Servizi museali di Zètema Progetto Cultura.

A impreziosire il curioso mini-catalogo della mostra, pubblicato nel classico formato dei manifesti per affissione (70×100 cm)
Il contributo critico del sociologo Alberto Abruzzese che scrive: “Il manifesto storico – con tutte le sue appendici tardo-moderne e post-moderne – è stato lo strumento di persuasione o dissuasione di soggetti sociali individuati nel loro ruolo politico e professionale.

Ora dovrebbe aprirsi la fase di una comunicazione attenta alla vocazione delle persone, al senso rimosso della vita vissuta piuttosto che alla professione alla quale essa stessa ci costringe”.

Autori in mostra
Valentina Agriesti / Stefano Asili / Ruedi Baur / Erin Bazos / Félix Beltrán / Mauro Bubbico / Marlena Buczek / Angelo Buonumori / Fulvio Caldarelli / Elio Carmi / Ginette Caron / Fang Chen / Alessio Cosma / Roberto Del Balzo / Francesco Dondina / Erika Giusti / Milton Glaser / Gianni Latino / Gli Impresari / Puya Habibzadehkavkani / Alain Le Quernec / Italo Lupi / Giovanni Lussu / Armando Milani / Maurizio Milani / German Montalvo / Ricardo Salas Moreno / Antonio Pace / Mario Piazza / Antonio Romano / Michele Reginaldi / Michele Santella / Filippo Sassoli / Astrid Stavro / Studio Origoni Steiner / Parisa Tashakori / Paolo Tassinari / Luigi Vernieri / Mario Fois (Vertigo Design) / Heinz Waibl / Zup Design

Official webiste
www.freedom-manifesto.it

Realizzata da
Centro interdisciplinare di ricerca sul paesaggio contemporaneo

Promossa da
Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali

Con il patrocinio di
AGI – Alliance Graphique Internationale
AIAP – Associazione Italiana Design della Comunicazione Visiva
Comunità di Sant’Egidio
RAI

Informazioni
Tel. 060608 tutti i giorni ore 9.00-19.00
info.centralemontemartini@comune.roma.it

Orario
martedì-domenica 9.00-19.00 (24 e 31 dicembre 9.00-14.00)
Ingresso ordinario: Intero € 7,50 – Ridotto € 6,50
Per i cittadini residenti nel territorio di Roma Capitale (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza):
Intero € 6,50 – Ridotto € 5,50

info
Freedom manifesto
Humanity on the move / Umanità in movimento
Centrale Montemartini – Roma
28 settembre – 31 dicembre 2017

15 minuti Per 50 designer. 50 progetti Per 50 committenti.
Aiap Community 2017 è un evento aperto a grafici e designer soci Aiap, il cui scopo è individuare e dare visibilità ai migliori progetti grafici italiani, che saranno “raccontati” a Roma in occasione di Aiap Design Per 2017 e attraverso la pubblicazione di un volume in cui confluiranno i lavori selezionati.
Selezionata l’identità visiva istituzionale del Teatro Massimo Bellini di Catania della stagione 2016-17, presentata venerdì 29 settembre 2017 ore 18:15 all’interno di Aiap Design Per International Graphic Design Week a Roma nella prestigiosa sede dell’Istituto Centrale per la Grafica.

L’Accademia di Belle Arti di Catania ha organizzato l’Open Day dell’offerta formativa di Primo livello presso la sala verde di Zo centro culture contemporanee di piazzale Asia, 6 Catania.
Il corso di Design della comunicazione visiva si è svolto mercoledì 30 agosto 2017.
Grande interesse e partecipazione da studenti provenienti da diverse province siciliane come Catania, Siracusa, Messina, Ragusa e Agrigento e Enna).
Auguriamo un buon inizio di anno accademico 2017/18 alle nuove matricole del design della comunicazione visiva.

La grafica è là dove la cultura si fa editoria.
Nel 1989 ad Aosta, veniva presentata la Carta del Progetto Grafico, dichiarazione d’intenti dei professionisti della progettazione grafica, che palesa un modo di intendere la professione etico e culturalmente responsabile. Il documento è stato redatto da un comitato composto da Giovanni Anceschi, Giovanni Baule e Gianfranco Torri espresso dalla commissione degli estensori formata G. Anceschi, G. Baule, G. D’Ambrosio, P. Grimaldi, G. Iliprandi, G. Lussu, A. Marangoni e G. Torri costituitosi ad Aosta in occasione della Preassemblea nazionale Aiap del 24 giugno 1989. Composta da sette parti che illustrano i vari campi di intervento del progetto grafico, dalla comunicazione all’informazione, dall’editoria ai sistemi di trasporto, dalla politica alla scienza, la Carta del Progetto Grafico costituisce, ad oggi, l’unico manifesto unanimemente condiviso che specifica gli ambiti e la rilevanza del progetto grafico.
Il primo punto del documento così recita: «Noi osserviamo che il sistema della comunicazione e dell’informazione dispone oggi di una presenza generalizzata, di una diffusione capillare, di un assetto poderoso.

È l’industria della comunicazione e dell’informazione a porsi come traente nello scenario contemporaneo. Peraltro sono riscontrabili in parallelo inquietanti fenomeni di inquinamento visivo e di saturazione comunicativa, sintomi di un sistema in cui tecnologie e apparati, lontani dall’essere autosufficienti, sono bisognosi di direzioni, di scelte e orientamenti progettati.

La grafica è ormai una presenza trasversale.
Dove c’è comunicazione c’è grafica. Come la comunicazione essa è dappertutto.
La grafica è là dove la cultura si fa editoria.
La grafica è là dove i sistemi di trasporto si stanno informatizzando.
La grafica interviene nell’assetto multimediale della politica.
La grafica è presente non solo nella divulgazione ma anche nella modellazione della scienza.
La grafica è in azione là dove il prodotto industriale interagisce con l’utilizzazione.
La grafica è nella grande distribuzione dove il consumatore incontra la merce.
La grafica è anche nello sport, nell’immagine delle grandi manifestazioni come nella loro diffusione massmediale».

La mostra è un omaggio al lavoro dei grandi maestri che hanno creduto e credono ancora nella responsabilità culturale che investe il lavoro del progettista grafico.
Sono esposte 30 segnature tipografiche (monografie in sedicesimi), che analizzano artefatti comunicativi e pensiero di un protagonista del design della comunicazione italiano ed internazionale che, attraverso il progetto grafico con impegno, responsabilità, etica e militanza, ha avversato l’inquinamento visivo a favore di una cultura di progetto.

Protagonisti della comunicazione visiva in mostra:
Otl Aicher, Giovanni Anceschi, Josef Albers, Erberto Carboni, Saul Bass, Claudio Bettini, Antonio Boggeri, Josef Müller-Brockmann, A G Fronzoni, Adrian Frutiger, Karl Gerstner, Milton Glaser, Franco Grignani, Max Huber, Giancarlo Iliprandi, Italo Lupi, Armando Milani, Bruno Monguzzi, Bruno Munari, Ilio Negri, Bob Noorda, Giovanni Pintori, Paul Rand, Aleksandr RodËenko, Leonardo Sonnoli, Albe Steiner, Armando Testa, Massimo Vignelli, Carlo Vivarelli, Heinz Waibl.

Studenti in mostra del Biennio specialistico in Graphic Design—Editoria dell’Accademia di Belle Arti di Catania:
Maria Nora Arnone, Concetta Faraci, Antonino Garozzo, Federica Giandinoto, Marco Giannì, Isabella Gliozzo, Dario Iannì, Francesca Lembo, Enza Maria Leonardi, Davide Leone, Federica Marino, Cristiana Meo, Alessia Miano, Enrica Murabito, Giovanni Pantè, Mauro Privitera, Claudia Puglisi, Giulia Quattrone, Alessia Raiti, Luigi Romano, Tommaso Russo, Francesca Sanfilippo, Federica Santamaria, Simone Saporita, Domenico Sellaro, Roberta Marcella Scalia, Vincenza Sciacca, Iolanda Scionti, Serena Talamona.

evento su facebook
https://www.facebook.com/groups/1439501776107786/

Il Basic Design è il cuore del cuore della nostra disciplina di designer, è proprio il centro centrale della disciplina. Se vi chiedono «che cosa fa un designer?» potete rispondere con sicurezza: «attribuisce una forma, una configurazione, agli oggetti del mondo che ci circonda». La cosa per cui ci pagano è la qualità che noi attribuiamo a questa forma. Un ingegnere, quando gli viene posto un problema –un’automobile ad esempio– pensa all’automobile come uno strumento per muoversi.
Un designer ci mette dentro altro. E soprattutto – non sto parlando di uno stylist o di un formalista – deve fare molta attenzione alla qualità che assumono le forme degli oggetti. Guardiamo un po’ la qualità formale degli oggetti che abbiamo intorno: è molto molto bassa. Il nostro compito essenziale è quello di aumentare questa qualità. Pensiamo a un sito: ci sono i siti belli e brutti; ci sono i siti che hanno una qualità interattiva e sofisticata, dove tu ci stai dentro bene: ecco, questa è la nostra competenza e il basic design insegna proprio a disegnare bene, a disegnare qualitativamente bene.

Profilo biografico
Giovanni Anceschi (Milano 1939) è da sempre uno dei più attenti sperimentatori, anche attraverso l’uso di tecnologie avanzate, dei processi formativi dell’opera d’arte, del design e degli aspetti comunicativi, letti, attraverso riflessioni filosofiche, nel loro divenire, nella fenomenologia e nello sviluppo temporale.
Tra i fondatori del Gruppo T (Anceschi, Boriani, Colombo Devecchi e Varisco), partecipa alla stagione di mostre ed attività dell’Arte Cinetica e Programmata ed al movimento internazionale delle Nuove Tendenze. L’attenzione al farsi dell’opera è stato sin dagli esordi il centro della ricerca di Anceschi, interessato, attraverso la pratica dell’innovazione dei linguaggi e delle forme espressive, alla creazione di immagini nuove, spesso da condividere con uno spettatore sempre più attore. In mostra verranno presentate opere storiche, che furono presenti in alcune esposizioni del Gruppo T, come un “Quadro clessidra” con pallini di piombo ed una “Tavola di possibilità liquide” con olio lubrificante colorato, esposte rispettivamente alle mostre Miriorama 1 ed alla personale Miriorama 5 alla Galleria Pater di Milano nel 1959 e nel 1961. In anni recenti, oltre alla continuazione degli studi e alla formulazione di teorie legate al progetto di una revisione della disciplina del design della comunicazione, ha sviluppato in Italia ed all’estero progetti d’immagine coordinata, di exibition design ed alcuni esempi di multimedia, hipermedia e interaction design.
In un quadro di Reprogrammed Art, Anceschi ha ripreso idee e progetti di lavori legati agli anni dell’Arte Programmata, rivisitandone alcuni in un’ottica nuova, creandone di inediti, ritrovando sempre risultati ed esiti insperati.

Periodo del workshop
3—5 ottobre 2017
ore 10.00–13.00 / 15.00–18.00
Accademia di Belle Arti di Catania
Palazzo Vanasco

Informazioni
Accademia di Belle Arti di Catania
via Vanasco, 9
T. + 39 095 21 80 740
Referente Prof. Gianni Latino
latino@abacatania.it
www.abacatania.it


Mercoledì 19 aprile 2017  sarà presente Gianni Latino.
Grafico specializzato in identità visiva e grafica editoriale, nel 2000 ha aperto uno studio a Siracusa, sua città d’origine, e nel 2016 è nata anche una sede a Catania. Si dedica a progetti di identità visiva per enti pubblici e privati, comunicazione per eventi culturali, progettazione di libri, packaging, sistemi urbani e identità di mostre.
Dal 2003 al 2013 è stato responsabile dell’identità visiva della Galleria Regionale di Palazzo Bellomo. All’attività professionale affianca l’attività didattica come docente di graphic design e grafica editoriale presso l’Accademia di Belle Arti di Catania, dove è direttore della Scuola di Graphic Design. Suoi lavori sono stati esposti in occasione di Posterama (Bruxelles/ Belgio 2003), AiapZine Open Studios (Milano 2011), Agitadores de Conciencia (Barcelona, 2012), Paper Ideas Fedrigoni (Verona, 2012) e Gallery Awards IDA (Los Angeles/California 2015).
Ha pubblicato “Graphic Design, guida alla progettazione grafica” (LetteraVentidue, 2011); è stato curatore dei progetti “Centenario della nascita di Albe Steiner 1913-2013” (Tyche, 2013); “La carta del progetto grafico in mostra” (Tyche, 2014); Acqua, terra, fuoco, aria (Tyche, 2015); 34 poster per Catania (Tyche, 2015); “Artefatti multimodali, sperimentazione grafiche fattuali/attuali” con Giovanni Anceschi; “Pascha, la passione nel linguaggio visuale” (Tyche,
2016). Nel 2015 ha ricevuto una menzione d’onore per il progetto “Ciatu Soul of Sicily” all’ottavo IDA International Design Award.